Matteo Massagrande | FOCUS

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Le opere di Matteo Massagrande sono tra le più riconoscibili nel panorama dell’arte figurativa contemporanea. I suoi dipinti raccontano ambienti sospesi, stanze silenziose abitate dalla luce e dalla memoria, in cui l’assenza diventa presenza poetica. Con una tecnica raffinata e una profonda sensibilità, Massagrande trasforma luoghi vuoti in spazi carichi di emozione e contemplazione.

Ha esposto in prestigiose sedi pubbliche e museali, tra cui la Basilica Palladiana di Vicenza, il Fralin Museum of Art (USA), e il Gabinetto delle Stampe degli Uffizi. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni in Italia e all’estero. Vive e lavora tra Padova e Hajòs, in Ungheria.

Luoghi sospesi, dove l’assenza diventa memoria

Il tempo, la luce, la memoria. Sono questi gli ingredienti invisibili eppure tangibili dell’universo pittorico di Matteo Massagrande, artista capace di trasformare spazi apparentemente vuoti in luoghi densi di presenza emotiva. Le sue stanze deserte, gli interni silenziosi, gli scorci architettonici dove l’uomo è solo evocato, assumono un’aura sospesa, quasi sacra, in cui la luce si fa voce narrante e la materia racconta storie dimenticate.

Guardare un’opera di Massagrande non è solo osservare una scena, ma attraversarla con lo sguardo e con la mente. Ogni dettaglio – dal riflesso sul pavimento lucidissimo, all’intonaco screpolato, ai giochi geometrici delle ombre – è parte di un equilibrio sapiente che mescola realtà e immaginazione, rigore e poesia. L’artista costruisce le sue opere come si costruisce una memoria: lentamente, per sovrapposizione, con cura e reverenza per ciò che il tempo lascia dietro di sé.

Foschia al mattino, 2020, olio e tecnica mista su tavola, 40x40 cm

I luoghi che dipinge sembrano appartenere a un tempo indefinito, né passato né presente, ma piuttosto eterno. Stanze vuote, spesso illuminate da una luce radente o morbida, che entra da grandi finestre e si deposita sulle superfici come polvere luminosa.

Non c’è mai la figura umana, eppure l’assenza è così palpabile da farsi presenza. Ogni quadro è una soglia aperta su una storia personale, una suggestione universale che parla a ciascuno in modo diverso.

LA PITTURA COME SPAZIO MENTALE E SPIRITUALE

C’è un senso di attesa, di respiro trattenuto, nelle sue opere. Il silenzio che le pervade non è vuoto, ma pienezza. È un silenzio che racconta, che invita al raccoglimento.

Lontano da ogni forma di spettacolarizzazione, Massagrande pratica una pittura contemplativa, che restituisce dignità all’essenziale, che rieduca lo sguardo alla lentezza. In un mondo sempre più rapido e rumoroso, i suoi interni sono spazi dove fermarsi, ascoltare, ricordare.

Luci della Grecia XVII, 2022, olio e tecnica mista su tavola, 40x50 cm

Tecnicamente, l’artista unisce tradizione e sperimentazione con rigore e raffinatezza. Il suo percorso, che affonda le radici nella grande scuola pittorica veneta, è arricchito da una continua ricerca sulla materia: l’uso sapiente di tecniche miste, l’accostamento di olio e incisione, la stratificazione dei colori come fossero sedimenti di tempo, rendono ogni opera unica, vibrante, tattile. Non si tratta solo di dipingere uno spazio, ma di abitarlo attraverso la pittura, restituendogli anima e respiro.

UNA PITTURA DEL TEMPO

Massagrande lavora come un artigiano del tempo. Cattura ciò che è stato, ma non si limita a registrarlo: lo reinventa, lo sublima. La sua pittura si muove lungo una linea sottile, dove l’estetica si fa emozione, e l’architettura del vuoto diventa architettura del ricordo. Le sue stanze potrebbero trovarsi ovunque e in nessun luogo: a Venezia, a Budapest, a Parma, in una casa abbandonata o in un palazzo antico. Ma non è importante il “dove”. Conta il “come” – come la luce entra, come l’ombra cade, come il tempo si cristallizza.

La tenda a fiori, 2023, olio e tecnica mista su tavola, 50x50 cm
Due stanze, 2021, olio e tecnica mista su tavola, 50x50 cm

Chi osserva si trova di fronte a un’opera che non si esaurisce mai in un’unica lettura. Ogni sguardo restituisce una sfumatura diversa, un pensiero, una nostalgia. È qui che la pittura di Massagrande si fa viva, nella sua capacità di dialogare intimamente con chi guarda, offrendo non risposte, ma domande. Chi ha vissuto qui? Cosa è accaduto? Perché tutto è fermo eppure così vivo?

L’arte di Matteo Massagrande è, in fondo, un’arte dell’invisibile. Parla di ciò che non si vede: dell’aria che vibra, della luce che accarezza, del tempo che passa e lascia tracce. È un invito gentile a rallentare, a entrare in punta di piedi in uno spazio altro, dove ogni cosa – anche la più minuta – ha un senso. È pittura che non urla, ma sussurra. E chi sa ascoltare, non ne esce mai indifferente.

Cipresso, 2022, olio e tecnica mista su tavola, 50x60 cm

BIOGRAFIA

Nasce nel 1959 a Padova. È uno dei maggiori rappresentanti della nuova figurazione italiana. È pittore, incisore e un profondo conoscitore della storia dell’arte antica e contemporanea. Inizia ad esporre nel 1973 partecipando a mostre collettive e a concorsi in tutto il Paese, dove ottiene fin da subito numerosi riconoscimenti. Oggi ha all’attivo più di cento mostre personali, sia in Italia che all’estero. Alcune sue incisioni sono entrate a far parte de Gabinetto delle Stampe degli Uffizi di Firenze. Le sue opere si trovano in numerosi musei, chiese, collezioni pubbliche e private. Collabora con prestigiose gallerie italiane e internazionali.

Tra i maggiori critici che hanno scritto sulla sua opera si ricordano: Pèter Fertöszögi, Marco Goldin, Roderick Conway Morris, Ermanno Olmi, Enzo Siciliano, Edward Lucie-Smith e Mario Rigoni Stern. Tra e mostre personali si segnalano Di Volta in Volta alla Galleria PUNTO SULL’ARTE nel 2017, Canto dolente d’amore (ultimo giorno di Van Gogh) presso la Basilica Palladiana a Vicenza nell’ambito della grande rassegna Van Gogh. Tra il grano e il cielo (2017), la mostra In my room: artists paint the interior 1950-NOW, presso il The Fralin Museum of Art, Università della Virginia, Charlottesville negli Stati Uniti (2018) e Attorno a Van Gogh al Centro San Gaetano a Padova (2021). Nel 2023 le sue opere sono state esposte nella storica collettiva<20 15×15 20×20 della Galleria PUNTO SULL’ARTE. Le sue opere sono una presenza costante nelle più importanti fiere di settore, da ArteFiera Bologna in Italia a ArtMiami negli Stati Uniti. Vive e lavora tra Padova e Hajòs (Ungheria).