La maestria tecnica di Valeria Vaccaro e la sua fascinazione per il fuoco sono tornate protagoniste nella mostra personale FUOCO CAMMINA CON ME, curata da Ivan Quaroni. Sono state esposte opere inedite delle serie Controsenso e Tree of Life, insieme ai celebri Marmiferi, Urban Platform, Handle With Care, Aver Cuore e Non Brucio.
FUOCO CAMMINA CON ME
Fire walk with me è il titolo che il famoso regista americano David Lynch diede al prequel della sua serie cult Twin Peaks e, tradotto in italiano, è la frase che meglio sintetizza il lavoro della scultrice torinese Valeria Vaccaro. Tutta la sua produzione artistica ha come legante il primo dei quattro elementi naturali: il fuoco. Sin dall’avvio delle sue ricerche in Accademia, Valeria ha sempre sperimentato con ciò che è combustile: plastica, cera e carta.
Ad attirarla, spiega, è sempre stato il portato mistico di questo elemento, il suo significato magico, primordiale e la sua forza purificatrice. Ed è l’agire del fuoco che Valeria Vaccaro scolpisce mirabilmente. Le sue opere fermano nel tempo il fugace momento in cui la combustione intacca l’oggetto. È un istante rapido, quasi impalpabile e proprio per questa sua transitorietà l’artista, per catturarlo, ha scelto un materiale che è l’esatto opposto di questi concetti: il marmo bianco di Carrara.
Ma non è solo la scelta del materiale ad essere originale ma anche i soggetti che l’artista sceglie di scolpire e di “dare alle fiamme”.
A bruciare sono oggetti comuni: casse da imballaggio, fiammiferi, pallet ma anche assi di legno che scolpiti nel marmo e investiti dal processo di combustione che l’artista abilmente ricrea, si trasformano in oggetti d’arte. Il fuoco diviene quindi metafora di rinnovamento, in grado di trasformare il quotidiano in opera d’arte. Ma esso simboleggia anche la transitorietà, la metamorfosi e la fragilità. Sono questi i temi che affrontano le opere di Vaccaro: dai Marmiferi, sculture a forma di fiammifero che, poste in sequenza, mostrano la progressione della combustione e richiamano l’idea dello scorrere del tempo, alle serie Handle With Care e Urban platform dove invece il concetto di rigenerazione-distruzione assume un carattere più ambientalista.
Controsenso è invece il titolo delle nuove sculture presentate in FUOCO CAMMINA CON ME. In queste opere Vaccaro sancisce l’incontro tra la fragilità del marmo e la flessuosità delle linee che lei stessa scolpisce. Andando oltre i limiti stessi del materiale, l’artista esplora una dimensione ancora più concettuale. Le apparenti assi di legno, in realtà realizzate con il marmo, perdono la loro funzione d’uso e si presentano allo sguardo dello spettatore come puri pattern da osservare, “diagrammi di venature legnose che sfumano in schemi astratti, favorendo, così, la contemplazione degli effetti trasformativi del fuoco, elemento ambivalente in cui si annida il segreto rigenerativo dell’universo. Ossia, la sua sostanziale impermanenza” si legge nel testo critico di Quaroni.
DALL’ANTICA GRECIA AL CONTEMPORANEO
“Marmo? Ma come? Avrei giurato fosse legno”. Di solito è questo il primo impatto che si ha dinanzi alle opere di Valeria Vaccaro, un impatto sorprendente e sconcertante. “Ma come fa a realizzarle?” ci si chiede subito dopo. Il processo creativo di Valeria inizia a Carrara, in quelle cave dove i grandi scultori come Michelangelo, hanno selezionato personalmente e con cura ogni centimetro di questo prezioso materiale.
La scelta delle lastre è un momento fondamentale per l’artista, le osserva, le tocca, le percepisce in modo assolutamente personale e, dopo averle selezionate, dà inizio alla magia. Valeria impugna con assoluta naturalezza, frese, flessibili e scalpelli con cui leviga e sagoma il marmo fino al dettaglio infinitesimale e, per rendere l’effetto del legno, lo rifinisce con l’uso di inchiostri che ne enfatizzano ancora di più le venature.
Certamente l’uso del marmo e l’imitazione della realtà farebbero pensare che Vaccaro tragga ispirazione dalla grande tradizione scultorea greca della mimesi, e in parte è così. Ma questa tradizione così antica si è ibridata nel corso del tempo con le tendenze dell’arte concettuale. Dunque il lavoro di Valeria Vaccaro non si ferma solo alla riproduzione delle forme poiché, come afferma lo stesso Quaroni nel testo critico citando il grande storico dell’arte viennese Ernst Gombrich, il lavoro di mimesi non è solo un “lavoro di osservazione, ma piuttosto di sperimentazione incessante”. Non si tratta quindi di replicare semplicemente una forma, ma di catturarne l’essenza.
Valeria Vaccaro in FUOCO CAMMINA CON ME ci mette di fronte all’incertezza del nostro tempo e alla sua straordinaria perizia tecnica in cui il marmo si cela sotto le mentite spoglie del legno. In questa personale intensa vediamo la sua ricerca artistica andare oltre alla semplice immagine ben presentata: ciò che le interessa sopra ogni cosa è portare la nostra attenzione su situazioni che creino disequilibrio e che dunque facciano sorgere domande. L’arte vera, infatti, non chiude con delle risposte ma sconvolge il pensiero e ribalta le convinzioni.
BIOGRAFIA
Valeria Vaccaro nasce a Torino nel 1988. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, studia scultura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Dal 2005 espone regolarmente in mostre personali e collettive in Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Montenegro e partecipa a fiere di settore. Tra il 2013 e il 2015 partecipa alla Biennale itinerante europea JCE Jeune Création Européenne. Nel 2015 espone a Exhibit a Torino e al Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivara. Nel 2017, in occasione dell’Art Prize CBM, vince una menzione speciale dalla città di Torino. Nello stesso anno è tra i vincitori dell’ArTeam Cup 2017. Nel 2021 viene selezionata per esporre alcune sue sculture nell’ambito di BAG Bocconi Art Gallery a Milano. Nel 2022 è la vincitrice del Secondo Premio Fondazione VAF IX Edizione riconosciuto dalla prestigiosa Fondazione tedesca con lo scopo di promuovere posizioni innovative nell’arte contemporanea italiana e di comunicarle in Germania.
Vive e lavora a Torino. In tutta la sua ricerca, sia nelle opere plastiche che in quelle bidimensionali, eleva i semplici oggetti a un livello di perfezione superiore. Nelle sue opere il fuoco interviene infatti non come fattore di distruzione ma in qualità di forza creatrice, capace di generare trasformazioni e di plasmare il marmo, materiale che da sempre Vaccaro predilige. Vive e lavora a Torino (IT).
Presso PUNTO SULL’ARTE, Varese