BRIAN KEITH STEPHENS FOCUS |Luglio 2020

Posted on
STEPHENS_BRIAN_KEITH_YOU_SMELL_LIKE_PEACHES_OR_IS_THAT_ME_2019_OIL_ON_COTTON_116.9x81.4cm_OR1A6524

Il focus del mese di Luglio è dedicato a BRIAN KEITH STEPHENS, un vero artista capace di trasmettere le sue emozioni attraverso le sue opere. Semplici immagini di animali e delle persone che ama, posizionati su sfondi astratti creati da sovrapposizioni di ampie pennellate frenetiche, assumono nei suoi dipinti un valore iconico.
Ha esposto, ed espone, da anni in importanti mostre personali e collettive negli Stati Uniti e in Europa.
#StayTuned sarà proprio lui uno dei protagonisti della mostra tripersonale che si terrà presso la nostra galleria nel mese di Ottobre!
A Dicembre esporrà invece le sue opere presso il Lyman Allyn Museum di New London (Connecticut – USA).

Per iniziare a scoprire di più riguardo alle sue opere e al suo mondo, vi consigliamo di guardare questi due video che ha girato insieme alla moglie e artista Pola Esther!

 

 

 

 

1. Brian Keith Stephens, Video Pool Party in NYC
2. Brian Keith Stephens, Video I believe in miracles

Brian Keith Stephens ci invita a condividere la sua visione del vasto dominio di piccole, ma profonde, meraviglie che si verificano incessantemente intorno a noi. I suoi dipinti cercano di ritrovare il dialogo secolare con il cosmo che molti di noi hanno abbandonato – una conversazione intima e senza tempo tra presente e passato, tra ciò che è a portata di mano e l’insondabile lontano, il banale e l’essenziale. Proprio dietro il velo illusorio della vita mondana, come egli suggerisce, si nasconde una dimensione magica che coesiste con la nostra, ricca di ciò che di meraviglioso ci può offrire la vita.


Brian Keith Stephens nel suo studio

Gli animali, la natura e le persone più vicine a Stephens sono da sempre state le unità fondamentali del suo linguaggio visivo privato, che egli ha saputo usare come catalizzatori per esplicare le proprie riflessioni su argomenti più profondi e universali. Molte delle sue tele sono a tal punto luminose e gioiose da trascendere la realtà quotidiana; i loro colori intensi e gli sfondi screziati collocano le figure in uno spazio atemporale più simile alla dimensione eterna dello spirito che alla sua casa in Connecticut (vengono, quindi, in mente gli sfondi d’oro ultraterreni dei mosaici bizantini, o il cielo intenso e blu di Giotto, così suggestivo della coincidenza eterna tra cielo e terra). In mezzo a questi sfondi vivaci e luccicanti, i suoi gufi, maiali, creature marine e abitanti del veldt africano sembrano quasi delle rivisitazioni contemporanee dei murales audaci e perennemente affascinanti di Lascaux e Altamira. In alcune delle sue opere, approfondisce invece più direttamente il primordiale, suggerendo uno sguardo nell’universo trans temporale di racconti e favole popolari.


 

 

 

 

 

 

 


Brian Keith Stephens
I’m going to set you free, 2017, olio su tela, 65×80 cm

Altri dipinti accostano agli animali selvatici una giocosa figura femminile mascherata che serve qui a rendere l’immagine che Stephens vuole dare dell’amante eterno e dell’amore travolgente. Questa figura può assumere una vasta gamma di sembianze, accanto ai suoi compagni indomiti: può essere una nuotatrice, una seduttrice, una ballerina, una modella, una pinup o, ancora, una sorta di spirito. Ogni abbinamento sembra accennare alla varietà quasi infinita di creature meravigliose, inclusi noi stessi, che il cosmo vivente ha dato alla luce dalle profondità del suo spirito irrefrenabilmente creativo. La giustapposizione tra natura e cultura è una sottile chiave per il significato più profondo di ogni opera: c’è qualcosa di intenso e misterioso che lega tutti noi insieme attraverso l’apparente divario abissale tra specie e stati d’essere. Siamo tutti attori nello spettacolo senza fine della vita: siamo animali, siamo magici, e procediamo tutti insieme, legati indissolubilmente l’uno all’altro. L’amore, nella sua miriade di forme, è il mezzo vitale che unisce queste immagini e le anima. Da tempo immemore, proprio l’amore, è stato trattato con profonda riverenza da mistici, narratori e cantastorie , ed è stato spesso considerato la forza stessa che ha dato vita alla Creazione sé.  Ognuna delle tele di Stephens è un piccolo atto di pura passione e, come tale, si erge a portatore degli inaspettati miracoli, grandi e piccoli, della vita.

Brian Keith Stephens nasce nel 1973 a Maryland (USA). Dopo gli studi presso il Lyme Academy Collage of Fine Art in Connecticut (USA) prosegue il suo percorso formativo al City College di New York. Dal 2000 espone in mostre personali e collettive negli Stati Uniti, in Germania, Francia, Danimarca, Olanda e Bulgaria. Vive e lavora tra Old Lyme (Connecticut – USA) e Brooklyn (NYC – USA).

Scopri le opere disponibili

 


 

Our focus for the month of July is dedicated to the American artist BRIAN KEITH STEPHENS, a true artist that transfers his emotions directly through his artworks.  Simple images of animals and of the people that he loves, placed on abstract backgrounds created by overlays of large frantic brush strokes, assume an iconic value in his paintings.
He has been exhibiting in important solo shows and group exhibitions in the United States and in Europe since 1999.
#StayTuned he will be one of the protagonist of the three solo show that we will hold at our gallery in October!
In the month of December he will exhibit his artworks at Lyman Allyn Museum in New London (Connecticut – USA).

Let’s begin the journey into Brian Keith Stephens’ art by watching these two videos he made with his wife and artist Pola Esther!

 

 

 

 

1. Brian Keith Stephens, Video Pool Party in NYC
2. Brian Keith Stephens, Video I believe in miracles

Brian Keith Stephens invites us to share his vision of the vast dominion of small but profound marvels that occur unceasingly all around us. His paintings seek to remind us of an age-old dialogue with the cosmos that many of us have forsaken – an intimate and timeless conversation between present and past, the close-at-hand and the unfathomably distant, the trivial and the essential. Just behind the illusory veil of mundane life, he suggests, there lurks a magical dimension coextensive with our own, one gravid with life-affirming wonders.


Brian Keith Stephens in his studio

Animals, nature, and the people closest to Stephens have always been the fundamental units of his private visual language, but he has used these subjects as the catalyst for an explication of his own reflections on more profound and universal subjects. Many of his canvases are bright and joyous in a way that transcends everyday reality; their intense colors and mottled backgrounds situate the figures in an atemporal space more reminiscent of the undying plane of spirit than of Stephens’s Connecticut home (the unearthly gold backdrops of Byzantine mosaics come to mind, or Giotto’s intense, bluer-than-blue skies, so suggestive of the eternal coincidence of heaven and earth). Amid these vibrant, shimmering backgrounds, his owls, pigs, sea creatures, and denizens of the African veldt look almost like contemporary remixes of the bold and perennially spellbinding murals of Lascaux and Altamira. A few of his works delve more directly into the primordial, suggesting a glimpse into the transtemporal universe of folktales and fables. 


 

 

 

 

 

 

 


Brian Keith Stephens
I’m going to set you free, 2017, olio su tela, 65×80 cm

Other paintings juxtapose wild animals with a playful masquerading female figure who serves here as Stephens’s image of the eternal lover and the captivating other. She can adopt a wide range of personae alongside her untamed companions: sunbather, seductress, dancer, model, pinup, sibyl, sprite. Each pairing seems to hint at the near-infinite variety of marvelous beasts—ourselves included—that the living cosmos has cast up into the light from the depths of its irrepressibly creative spirit. The juxtaposition of nature and culture is a subtle key to the deeper meaning of every work: there is something profound and mysterious that binds all of us together across the apparent gulfs between species and states of being. We are all players in life’s neverending spectacle: we are animal, we are magical, and we are all moving forward together, linked inextricably to one another. Love in its myriad forms is the vital medium that binds these images together and animates them. It’s the same love that has been treated with deep reverence and awe by mystics, mythmakers and storytellers since time immemorial, and has often been deemed the very force that binds together Creation itself. Each of Stephens’ canvases is a small act of pure passion, and as such each stands as an emissary of the life’s unexpected blissful miracles, great and small.

Brian Keith Stephens was born in 1973 in Maryland (USA). After studying at the Lyme Academy College of Fine Art in Connecticut (USA) he continues his training in New York. Since 2000 he has exhibited in important solo shows and group exhibitions in the United States, Germany, France, Denmark, Holland, Bulgaria and Italy. He lives and works between Old Lye (Connecticut – USA) and Brooklyn (NYC – USA).

Discover available artworks